Gay & Bisex
Il femboy
Kimboy74
22.05.2026 |
2.743 |
4
"John stesso venne, seppellito nel culo di Marco, un fiotto così lungo e abbondante da colare lungo le cosce del ragazzo..."
Oggi John si presenta al bagno dei maschi con un look diverso. Indossa una maglietta attillata rosa, una gonna plissettata nera che gli arriva a metà coscia, e calze a rete. Il trucco leggero sugli occhi e un lucidalabbra trasparente fanno sembrare il suo volto quasi femminile, un viso da ragazza carina. I capelli biondi, un po' lunghi, raccolti in una coda alta. Quando entra, i ragazzini più giovani che stanno usando gli orinatoi sussultano.«Eh? Una femmina nel bagno dei maschi?» mormora Luca, un quindicenne con la faccia piena di acne, mentre si volta a guardare.
John sorride, scivola dietro di lui con un passo felpato. «Non sono una femmina, tesoro. Sono John. Ti ricordi di me, no?»
Luca sbianca. L'anno scorso John lo aveva scopato proprio qui, mentre lui pisciava, il cazzo duro di John che gli entrava nel# Il Segreto del Femboy
Ormai era un rituale mattutino. John aspettava l'ora di ricreazione, quando il bagno maschile si riempiva di ragazzi chiassosi, e poi... li prendeva uno a uno.
Ma quel giorno tutto cambiò.
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John entrò nel bagno con una gonna a pieghe cortissima, calze a rete, un top attillato che lasciava scoperte le spalle lisce e un trucco leggero sugli occhi. I capelli, lunghi e setosi, gli ricadevano sulle spalle. Sembrava una ragazza. Una ragazza dannatamente sexy.
I primi a vederlo furono Marco e Luca, due compagni di terza che stavano facendo a gara a chi pisciasse più lontano.
— Cazzo, chi è quella? — sussurrò Marco, girandosi e quasi schizzandosi i pantaloni.
Luca spalancò la bocca. — Ma... è John? John è diventato donna?
John sorrise, lento e sicuro. Si avvicinò ai due, il ticchettio dei suoi tacchi bassi riecheggiava tra le piastrelle umide. Si fermò proprio di fronte a loro, le mani sui fianchi, la gonna sollevata appena abbastanza per far intravedere il rigonfiamento sotto il perizoma di pizzo nero.
— Non sono diventato donna, ragazzi — sussurrò, con voce setosa. — Sono un femboy. Guardate qui.
Con una mossa fluida, abbassò il perizoma. Il suo cazzo duro, già gocciolante di pre-eiaculato, scattò in fuori. Era imponente, più di quanto Marco e Luca ricordassero. Una volta lo avevano visto in doccia e lo avevano invidiato. Ora era lì, pulsante, dritto verso di loro.
Marco deglutì. Luca si morse il labbro.
— Ma... pensavamo fossi una... — balbettò Marco.
— Una donna? No, ho solo preso gli estrogeni. Il cazzo è ancora qui, più duro che mai. E ho voglia di inculare qualcuno. Come sempre.
Ricordavano. Oh, se ricordavano. Le volte in cui John li aveva presi di sorpresa all'orinatoio, spingendoli contro la porcellana e infilando il suo cazzone nei loro culi mentre loro cercavano di pisciare. Il piacere vergognoso che li faceva gemere come maiali. Poi la corsa a casa, la doccia rovente per lavare via lo sporco e la colpa. Ma la voglia non se ne andava mai.
Ora John era ancora più bello. La pelle liscia, i fianchi leggermente arrotondati, il viso delicato. Un angelo diavolo.
— Chi viene primo? — chiese John, accarezzandosi la lunga asta. — Marco? Mi manca il tuo culo stretto. O Luca, che l'altra volta sei venuto così forte da inzupparmi la camicia.
I due si guardarono. Poi, senza una parola, si avvicinarono. Marco si girò e si abbassò i pantaloni fino alle caviglie, appoggiandosi al bordo dell'orinatoio di porcellana. Il suo buco si aprì, già umido di sudore.
John non perse tempo. Sputò sulla mano, si lubrificò il glande e premette contro l'ingresso. Marco ansimò quando la testa grossa superò lo sfintere. John spinse, lento ma deciso, fino a essere completamente dentro.
— Cazzo, sei ancora più duro di prima — gemette Marco, aggrappandosi al bordo.
John iniziò a pompare, guardandosi allo specchio di fronte. Si vedeva bellissimo: le labbra lucide di gloss, gli occhi truccati che sembravano più grandi, le ciocche di capelli che oscillavano a ogni colpo. Sembrava una pornostar. Era una pornostar.
Luca intanto si era messo dietro John, mani tremanti sulla sua vita. — Posso?
John annuì, ansimando. — Prendi la mia bocca, stronzo.
Luca si sbottonò i jeans, tirò fuori il suo cazzo già duro e lo spinse tra le labbra di John. La doppia penetrazione riempì il bagno di suoni bagnati: gli schiocchi della bocca di John, i gemiti di Marco, lo scivolare della pelle sudata.
Tutti e tre vennero quasi insieme. Marco urlò, inondando l'orinatoio di piscio e sperma. Luca si ritrasse appena in tempo, ma il getto caldo colpì il viso di John, colando sulle sue labbra e giù per il mento. John stesso venne, seppellito nel culo di Marco, un fiotto così lungo e abbondante da colare lungo le cosce del ragazzo.
Quando si staccarono, John si ripulì la bocca con il dorso della mano, ridendo. — Allora, vi siete divertiti?
Marco e Luca si tirarono su i pantaloni, arrossendo. Ma non se ne andarono subito. Rimasero lì, a guardare John che si ravviava i capelli davanti allo specchio.
— Domani? — chiese Luca, a bassa voce.
John si voltò, con un sorriso da gatto. — Certo. Portate anche gli altri. Più siamo, meglio è.
E sapeva che loro sarebbero venuti. Si vergognavano, sì. Ma un femboy col cazzo duro sapeva come tenerseli stretti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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